Le tinture per capelli: un perché della caduta della capigliatura

Le tinture per capelli: un perché della caduta della capigliatura

February 12, 2021 0 By andreabertin

Tra i motivi della caduta dei capelli ci sono le tinture per capelli che molte persone usano. Questo, è un metodo utilizzato per ripristinare il loro colore naturale quando i capelli grigi iniziano a crescere, ma anche le persone che non hanno ancora avuto questo problema spesso si tingono i capelli solo per cambiare il loro aspetto.

L’emergere e la diffusione delle tinture per capelli

Le tinture per capelli esistono fin dai tempi antichi. Un tempo, per tingere i capelli gli unici elementi utilizzabili erano materie prime naturali come l’henné e l’indaco. Queste sostanze, che vengono utilizzate ancora oggi da chi vuole tingere i capelli senza danneggiarli, sono, anche, impiegate per tingere così come per tatuare.

Nel Ventesimo secolo, con il progredire della chimica industriale, si andarono a sviluppare i primi coloranti chimici. Questi prodotti non erano molto benefici per i capelli e, inoltre, potevano produrre vari tipi di danni nell’organismo, creando, anche, l’insorgenza di malattie gravi come, ad esempio, il cancro.

Oggi la situazione è leggermente migliorata e i coloranti chimici prodotti in America e in Europa sono di qualità superiore e non contengono, il più possibile, sostanze nocive per i capelli e il corpo.

Tipi di tinture per capelli

Fondamentalmente, esistono tre tipologie di tinture coloranti per capelli. Seppure sinteticamente vediamo quali sono.

  1. Coloranti permanenti

Le permanenti sono i più aggressivi per i capelli e possono indebolirli e farli cadere. Infatti, perché la melanina possa interagire e, di conseguenza, far sì che il colore possa fare il suo corso, apre la cuticola della chioma. Di solito contengono ammoniaca. Sono i più resistenti, ma a quale costo per i capelli!

Oltre a indebolire i capelli, i componenti chimici che contengono possono provocare allergie e infiammazioni cutanee. È molto importante rispettare le indicazioni specificate nelle confezioni, poiché la sovraesposizione a queste sostanze può avere risultati negativi.

Questo tipo di colorante, è adatto sia per schiarire, come pure per scurire i capelli. Ma nel primo caso, va associata un’altra tecnica, ovvero la decolorazione. È un passaggio necessario quando si vuole passare a una tonalità più chiara, sia che si tratti del nostro colore artificiale o naturale così come si intenda scuri i capelli con una tintura permanente. Lo scolorimento consiste nell’utilizzo di agenti ossidanti che rimuovono tutte le tracce di colore preesistenti nel guscio. In sostanza si tratta di un qualcosa di particolarmente aggressivo, una colorazione che indebolisce i capelli, costringendo, per conferire a questi un più sano aspetto, l’utilizzo di un trattamento a base di cheratina.

  1. Coloranti semipermanenti

Questa tipologia di colorante è utilizzata al fine di scurire i capelli. Non penetrando nella corteccia, sono meno dannose per i capelli rispetto alle tinture permanenti. Tuttavia, la loro durata è più breve, infatti devono essere ripetuti circa ogni 8 lavaggi.

  1. Coloranti naturali

La terza categoria, è quella dei coloranti naturali, ovvero quella che l’umanità ha usato secoli prima che arrivassero i coloranti chimici. Il più comune è l’henné, a volte viene aggiunto il picramate, un ingrediente che conferisce alla tintura un maggior potere colorante, ma, non guarisce in alcun modo i capelli. L’henné dona ai capelli un colore rosso ramato. L’autentico henné con Lawsonia inermis conferisce questo colore solo ai capelli.

Oggi esistono numerosi prodotti naturali, come l’henné, che colorano le chiome in multiformi tonalità. In realtà è un mix di altre erbe coloranti. Uno comunemente usato è la colorazione indigofera, che conferisce ai capelli una tinta marrone insieme all’henné. Queste vegetali tinture si collegano alle cuticole, e non entrano nella corteccia. Questo indica che il risultato conseguito è limitato nel tempo, ma, concludendo, è anche maggiormente sicuro.